Non molto appariscente ma buonissima. E’ la Mela Rosa dei Sibillini che da un po’ di anni molti produttori hanno ripreso a coltivare. Le sue qualità erano note ma nessuno studio le aveva ancora individuate e certificate.

In quale parte del mondo è nata la madre di tutte le mele, quella da cui discendono le specie attualmente esistenti? Se vuoi saperlo guarda il video.
Cresce in aree di coltivazione di altitudine compresa tra i quattrocento e i novecento metri: quindi sui monti. Quali? I Sibillini cari a Leopardi, che dopo il Gran Sasso, la Maiella e il Velino-Sirente, costituiscono il quarto massiccio montuoso dell’Appennino continentale. E infatti è detta Mela Rosa dei Sibillini, ma anche Mela Rosa Marchigiana, perché autoctona delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Ne parla il poeta romano Orazio, che scrive: «A’ tivolesi cedono in bellezza/I pomi del Picen, non in sapore». E cioè: «Rispetto a quelle tivolesi, sono inferiori in bellezza/le mele del Piceno, ma non in sapore».
Fra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo vengono raffigurate dal pittore fiorentino Bartolomeo Bimbi e da Antonio Amorosi, artista tra i più apprezzati del Settecento romano, ma che in realtà era nato nelle Marche e precisamente a Comunanza.
Dopo un periodo di abbandono la coltivazione della Mela Rosa è ripresa di recente. E le sue proprietà nutrizionali sono state certificate da uno studio condotto dal gruppo di ricerca coordinato dal professor Filippo Maggi, docente di Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute presso l’Università di Camerino.

Titolo: COGLI LA MELA ROSA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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