Tra le migliori fonti di energia rinnovabile la canapa può costituire una risorsa per molti settori: dal tessile all’alimentare, dal cosmetico al cartario. E potrebbe ridurre significativamente il nostro consumo di combustibili fossili.

Reefer Madness è un film statunitense di carattere propagandistico del 1936. In esso vengono evidenziati i pericoli derivanti dal consumo di marijuana, sostanza ricavata dalle piante di cannabis. Nonostante i moltissimi buoni impieghi della canapa, gli anni Quaranta rappresentano il momento storico della sua massima demonizzazione. E non è un caso che nella sua accezione negativa di sostanza allucinogena sia stata ribattezzata con un termine (marijuana, appunto) proveniente dal paese che in quel periodo gli Stati Uniti consideravano il più ostile: il Messico.
Ma perché venne proibita la coltivazione di una pianta che – marijuana a parte – era sempre stata lavorata per fabbricare corde e tessuti, come pure la carta e le vele delle navi? Se vuoi saperlo guarda il video.
Pianta assai versatile oggi la canapa può costituire una risorsa per molti settori: dal tessile all’alimentare, dal cosmetico al cartario.
Particolarmente interessante, da questo punto di vista, un progetto di ricerca dell’Università di Camerino finalizzato allo studio di biopesticidi ottenuti dai prodotti di scarto della canapa.

Titolo: PESTICIDI SOSTENIBILI
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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