I am text block. Click edit button to change this text. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Messosi in viaggio con l’intento di evangelizzare terre e popolazioni lontane, il missionario gesuita Matteo Ricci riuscì a instaurare un dialogo con la Cina dei Ming e gettare un solido ponte tra Oriente e Occidente, tanto che ancor oggi è ritenuto il simbolo dell’incontro tra due civiltà e per questo ammirato e celebrato in tutta la Cina. Il fatto che anche il Confucianesimo riconoscesse il valore fondamentale dell’amicizia rappresentò il terreno ideale per l’annuncio cristiano.

Dopo la visita in Europa del Presidente cinese Xi Jinping per concludere importanti accordi di cooperazione, in particolare con il nostro Paese, conviene ricordare che il primo a parlare da “europeo” alla Cina dei Ming fu il missionario gesuita Matteo Ricci.
Il religioso, nato a Macerata nel 1552 e morto a Pechino nel 1601, è citato in uno dei brani di musica pop più di successo degli anni Ottanta. Se vuoi sapere quale guarda il video.
Messosi in viaggio con l’intento di evangelizzare terre e popolazioni lontane, egli viene ancora ricordato e celebrato per aver saputo gettare un solido ponte tra due civiltà offrendo una rappresentazione dell’Occidente che fosse innanzitutto europea, intesa nella sua concezione di entità dotata di una propria connotazione politica, religiosa, economica e culturale ben oltre la semplice espressione geografica.
Dovendosi guadagnare il rispetto e l’ammirazione di un paese immenso, Matteo Ricci volle porre dinanzi alla Cina un mondo altrettanto unito e contrassegnato da una forte coesione politica e religiosa.
In una Paese di difficile penetrazione per gli stranieri, quale era la Cina del tempo, il missionario maceratese seppe integrarsi soprattutto grazie alla sua formazione umanistica di tipo classico improntata ai principi di apertura e di disponibilità nei confronti di tutti i popoli.

Titolo: L’EUROPEO CHE CONQUISTO’ LA CINA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
© RIPRODUZIONE RISERVATA