Ludwig van Beethoven è l’esempio più noto di come il suono si possa anche toccare. Ecco perché per le persone affette da sordocecicità la musica possiede un enorme potenziale terapeutico.

La musica nella cura dei disagi psichici e dei disturbi del comportamento. La musica nel trattamento delle persone autistiche, dei malati di Alzheimer, di Parkinson e altre sindromi rare. La musica produce benefici anche sui malati oncologici e su quelli che hanno subito un ictus o un infarto. E’ stato inoltre evidenziato, sulla base di osservazioni scientifiche, che una celebre melodia musicale è in grado di ridurre la durata e la frequenza delle crisi epilettiche. Per sapere di quale brano si tratta e chi ne è stato l’autore guarda il video.
Ma l’ambito dove la musica rivela maggiormente il suo potenziale terapeutico è quello della disabilità: per mezzo della musicoterapia, ad esempio, anche le persone sordocieche possono essere incentivate a sviluppare funzioni psicomotorie fondamentali. In fondo, un grande compositore come Ludwig van Beethoven – solo per fare l’esempio più noto – è riuscito a produrre ed ascoltare musica nonostante la sordità. Tramite un pezzo di legno tenuto fra i denti e collegato alla cassa armonica del pianoforte, il genio tedesco percepiva i suoni attraverso le vibrazioni, riuscendo così a riconoscere le note. Quindi il suono si può anche toccare e la musica, in quanto rappresentazione mentale, può essere prima di tutto immaginata.

Titolo: IL POTERE DEI SUONI
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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