Gli esperti confermano la validità della fisioterapia e dell’idroterapia nella riabilitazione dei soggetti con disabilità psicosensoriali gravi.

L’acqua produce stimoli termici e sollecitazioni meccaniche tali da favorire il recupero – quando non addirittura l’acquisizione – di abilità e funzioni di carattere sensoriale, motorio, cognitivo e psicologico. Per questo l’idroterapia rappresenta uno dei trattamenti più efficaci nella riabilitazione dei soggetti con disabilità. Nelle persone che soffrono di sordocecità, ad esempio, consente di sviluppare una maggiore capacità di orientamento, equilibrio e coordinazione. Ed è di stimolo a muoversi autonomamente, con conseguente miglioramento di autostima e percezione di sé. All’interno di una vasca attrezzata e in presenza di personale qualificato, le persone con problemi psicomotori hanno la possibilità di apprendere ciò che in altri contesti sarebbe più problematico: esplorare, superare le proprie paure, entrare in contatto con gli altri. Per le persone con disabilità psicosensoriali l’idroterapia e la fisioterapia costituiscono un valido strumento riabilitativo. Ma l’acqua possiede anche un significato simbolico che le famiglie possono tenere presente durante il percorso fisioterapico dei loro ragazzi, e che trova la sua migliore sintesi in una parola di origine greca. Per sapere di che parola si tratta guarda il video.
Intanto a Francesca Graziosi, fisioterapista presso la Lega del Filo d’Oro, abbiamo chiesto quale è il ruolo svolto dall’idroterapia e dalla fisioterapia nel percorso di riabilitazione dei soggetti con disabilità multiple e in quali ambiti si riscontrano i migliori risultati.

Titolo: RINASCERE NELL’ACQUA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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