Momento di svago ma anche parte di un percorso terapeutico. Il ruolo della vacanza nel trattamento delle persone affette da gravi disabilità.

Quante emozioni può dare una vacanza a persone che vivono quotidianamente nel buio e nel silenzio? Davvero molte. Lo sanno bene quelle associazioni che assistono gli individui affetti da disabilità gravi e che ogni anno, non senza compiere importanti sforzi di natura economico-organizzativa e grazie al sostegno determinante di numerosi volontari, promuovono soggiorni in località turistiche.

Le uscite programmate dalla Lega del Filo d’Oro, ad esempio, costituiscono per le persone sordocieche una preziosa occasione per interrompere la quotidianità e fare incontri, immergersi in un tempo sospeso in cui sperimentare nuovi ritmi e – dal momento che si tratta di un’esperienza che porta con sé una molteplicità di sollecitazioni cognitive, emotive e comportamentali – rivitalizzare il corpo e la mente.

Mare, monti, sorrisi, cibi, spostamenti, passeggiate: i soggiorni per persone affette da pluriminorazioni psicosensoriali sono vacanze promotrici di cambiamento: rappresentano cioè una condizione utile a favorire il miglioramento di specifiche capacità.

Gli effetti benefici dei cambiamenti ambientali per una bambina costretta su una carrozzina, in questo caso dalla poliomielite, sono ben rappresentati in un romanzo ambientato nella Svizzera di fine Ottocento e divenuto celebre grazie a un noto cartone giapponese. Guarda il video per scoprire qual è.

Intanto a Erica Marra, Responsabile dei volontari della Lega del Filo d’Oro, abbiamo chiesto perché, nel caso specifico di persone sordocieche, iniziative quale quella dei soggiorni estivi possono essere di giovamento.

Titolo: PER ESSERE NEL MONDO
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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