Pratiche, maneggevoli e facilmente trasportabili perché resistenti agli urti. Le bottiglie di plastica sono un ottimo compromesso tra qualità e costo contenuto. Sono anche interamente riciclabili purché smaltite nel modo giusto.

La plastica di cui è fatta una bottiglia non è la stessa di quella con cui è stato realizzato il tappo che la chiude.

Questa premessa serve a sottolineare che per essere riciclate e riutilizzate le diverse plastiche vanno prima separate.

Quando si parla di acqua minerale e del ruolo che le aziende sono chiamate a svolgere per la salvaguardia del pianeta, il pensiero corre ai materiali di cui sono composte le bottiglie: il più delle volte plastica, più raramente vetro. In molti sostengono che se le aziende impiegassero meno plastica per realizzare le bottiglie ci sarebbe meno inquinamento. Purtroppo non è così, poiché l’inquinamento non dipende dalla quantità di materiale impiegato, bensì dalla nostra capacità di riutilizzarlo più e più volte senza disperderlo nell’ambiente.

Ciò non toglie che le aziende debbano adottare soluzioni innovative ed efficaci. Acqua Nerea ad esempio utilizza un’etichetta in polietilene che non necessita di colla e che, a differenza delle etichette tradizionali realizzate in polipropilene, permette il giusto avvio a riciclo della bottiglia evitando il mescolamento dei diversi componenti.

Non solo: nel caso di Nerea il materiale di cui è fatta l’etichetta è lo stesso che compone il tappo. Questo permette di ottenere il cento per cento delle possibilità di riutilizzo dei due diversi composti chimici.

Ma quando sono nate le bottiglie di plastica? Per scoprirlo guarda il video.

Intanto: se nella normale differenziata finiscono tutte le plastiche mescolate tra di loro, qual è il giusto modo di disfarsi delle bottiglie in PET senza nuocere all’ambiente? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Giampaoli, Direttore Generale del Consorzio Smaltimento rifiuti Cosmari.

Titolo: BOTTIGLIE DI PLASTICA: DA RIFIUTI A RISORSE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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