Ricercatori dell’Università di Camerino scoprono due molecole, contenute nel vino fin dagli albori della bevanda, che potrebbero avere un ruolo nel determinarne alcune caratteristiche organolettiche quali aroma e gusto.

Tracce di residui chimici rinvenute in alcuni recipienti di terracotta collocano la produzione di vino addirittura nel IV Millennio a.C. Dove? In Italia, e precisamente nella Sicilia sudoccidentale.

Per tutta la sua storia le ricerche scientifiche compiute sul vino sono state finalizzate a identificare le sostanze che lo compongono, anche al fine di conoscerne gli effetti sulla salute, sia negativi (perlopiù legati all’abuso) che positivi. A proposito delle proprietà benefiche del vino ad esempio, in particolare del vino rosso, oramai da molti anni (e precisamente dal 1991) tiene banco la famosa teoria del cosiddetto paradosso francese. Per sapere di che si tratta guarda il video.

Intanto a due ricercatori dell’Università di Camerino, Giovanni Caprioli e Massimo Ricciutelli, si deve l’importante scoperta di due molecole che da sempre sono presenti nel vino ma di cui non si conosceva l’esistenza: l’acido 2 isopropil malico e l’acido 3 isopropil malico.

In attesa che vengano analizzati nuovi campioni i ricercatori stanno anche compiendo le opportune verifiche delle eventuali attività antiossidanti, antitumorali e antimicrobiche delle due molecole, sulla cui scoperta abbiamo sentito il dottor Giovanni Caprioli, ricercatore e docente della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute dell’Università di Camerino.

Titolo: MOLECOLE DI VINO
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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