In un’epoca di profonde trasformazioni la Grande Distribuzione alimentare è chiamata a misurarsi, ancor più che in passato, con la necessità di conoscere il consumatore e i suoi bisogni.

Un tempo le melanzane erano considerate non commestibili e addirittura pericolose. Per sapere il perché guarda il video.

Le trasformazioni sociali dettate dalla situazione economica e dall’adozione di nuovi stili di vita da parte della popolazione, hanno finito per determinare significativi cambiamenti nelle politiche commerciali messe in campo dalla Grande distribuzione.

I clienti sono molto diversi fra di loro e quindi studiarne i bisogni richiede analisi molto complesse. Intanto, poiché esiste una relazione tra generazione di appartenenza e comportamento di consumo, una prima classificazione può essere fatta suddividendo i clienti-consumatori in tre categorie, corrispondenti ad altrettante fasce di età: quella dei Baby Boomers, i figli del miracolo economico nati tra 1945 e il 1964, quella della Generazione X, cui appartengono i nati fra 1965 e il 1980 e infine quella dei nati tra il 1980 e il 2000, ossia i Millenials.

A Federico Stanghetta, direttore Commerciale di Conad Adriatico, abbiamo chiesto quali sono i tratti distintivi di queste tre tipologie di clienti.

Negli ultimi decenni in Italia le abitudini alimentari sono molto cambiate. Sempre meno frequente, ad esempio, è il pasto di mezzogiorno che un tempo vedeva riunita l’intera famiglia. I consumi fuori casa invece sono in aumento, come pure l’acquisto di cibi precotti, sughi pronti, pizze e minestroni surgelati.

In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni sociali (invecchiamento della popolazione, aumento di persone che vivono da sole, accresciuta presenza di immigrati), gli operatori della distribuzione sono chiamati a soddisfare al meglio le diverse richieste dei consumatori, tra cui quelle legate alle nuove esigenze di carattere salutistico.

Titolo: ALIMENTAZIONE E CAMBIAMENTI SOCIALI
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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