La disabilità è stata riconosciuta dalla legge nel 2010 ma i moduli dell’Inps sono stati aggiornati con sei anni di ritardo. E ancora: in Italia le persone affette da determinate minorazioni vengono considerate invalide solo in caso di malattia congenita o contratta prima dei dodici anni.    

Non poter parlare, ascoltare e vedere costituisce una condizione di difficoltà estrema che limita in maniera drammatica la vita di un individuo.

Di conseguenza una particolare attenzione deve essere dedicata alle persone sordocieche, per permettere che il corpo privo di alcune potenzialità ne indichi altre su cui lavorare al fine di «recuperare e amplificare gli altri sensi e fare in modo che i pazienti non si richiudano in se stessi». Va da sé che le terapie per questa grave patologia si dimostrino particolarmente utili soprattutto quando intervengono nell’età della crescita, poiché è proprio in questo periodo che i bambini imparano a comunicare e relazionarsi con gli altri. La Lega del Filo d’Oro – associazione che da oltre cinquant’anni assiste pluriminorati psicosensoriali di ogni parte d’Italia – riesce ad offrire un aiuto importante alle persone con sordocecità grazie a programmi riabilitativi personalizzati messi a punto da equipe specializzate e multidisciplinari, all’interno di strutture pensate per una presa in carico dei pazienti che non è soltanto sanitaria, ma estesa a tutti altri aspetti della vita per ventiquattro ore al giorno.

L’approccio metodologico alla base della terapia riabilitativa è dunque di fondamentale importanza per raggiungere il traguardo di una migliore relazione della persona con il suo contesto di vita.

Secondo uno studio promosso proprio dalla Lega del Filo d’Oro e realizzato dall’Istat, in Italia ci sono 189mila sordociechi, che oltre alle difficili condizioni di vita, devono fare i conti con un problema di carattere politico-burocratico. Per sapere di cosa si tratta guarda il video.

Intanto a Mauro Mario Coppa, Direttore dei Servizi Educativo-Riabilitativi della Lega del Filo d’Oro, abbiamo chiesto il tipo di orientamento metodologico adottato nella struttura per ottenere un cambiamento in positivo della relazione della persona con il suo contesto di vita.

Titolo: I SENSI DELLA VITA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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