Supporto dalle istituzioni e maggiori strumenti di conoscenza: è ciò di cui necessitano le piccole imprese marchigiane che vogliano investire in un Paese immenso come la Cina. 

La Cina potrebbe abbandonare l’usanza antica di quasi quattromila anni di mangiare con le bacchette di legno sostituendole con forchette e coltelli. E’ davvero pensabile che possa accadere? Per scoprirlo guarda il video.

La globalizzazione obbliga le aziende italiane che vogliano espandersi oltre i confini nazionali, a guardare con rinnovata attenzione ai mercati extraeuropei. Tra questi quello cinese è sicuramente tra i più interessanti, non foss’altro per il fatto che la Cina è un Paese immenso in cui la recente crescita economica ha determinato l’aumento della popolazione disposta ad acquistare.

Per incrementare l’export marchigiano nei mercati asiatici occorrono una sempre maggiore conoscenza dell’economia cinese e un aumento di investimenti che possano garantire l’elevato livello di specializzazione che da sempre caratterizza le nostre imprese.

Il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle nostre imprese sul mercato cinese, inoltre, non può prescindere da azioni di supporto da parte di istituzioni e enti specializzati, poiché la semplice volontà imprenditoriale da sola non basta. A Francesca Spigarelli, Direttrice del China Center presso l’Università di Macerata e professoressa di Economia Politica sempre presso l’Università di Macerata, abbiamo chiesto un’analisi del fenomeno della imprenditorialità marchigiana in Cina.

Titolo: DALLE MARCHE ALLA CINA, DALLA CINA ALLE MARCHE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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