FOTOGRAFIA E MEMORIA 27 09 2018

La fotografia ha permesso di fissare nel tempo eventi irripetibili, salvandone la memoria. Ecco perché nella storia di questa espressione artistica entrano di diritto anche gli scatti che mai nessuno aveva realizzato prima.

Quale è stato il primo evento storico consegnato alla memoria postuma per mezzo di una foto? Se vuoi saperlo, guarda il video.
La nostra è un’epoca densa di storie, colori e suggestioni di ogni tipo. Soprattutto tra la fine del secolo scorso e gli inizi di quello che stiamo vivendo, i canali di diffusione delle immagini si sono moltiplicati e il genere umano ha accumulato una grande quantità di luoghi, avvenimenti e volti da ricordare. Il tema della conservazione della memoria è sempre stato centrale nella ricerca artistica, poiché le arti – in special modo le arti visive – costituiscono lo strumento per eccellenza del ricordo e della divulgazione. La fotografia, ad esempio, rappresenta un mezzo per raccontare la vita che ci circonda e fissare un istante (sebbene soltanto in apparenza) che non si potrà più ripetere nel tempo: essa viene usata per emozionare, rievocare, mostrare, testimoniare. Ma soprattutto per conservare la memoria ben oltre la semplice riproduzione.
E la fotografia è una delle modalità espressive di cui si avvale Rita Vitali Rosati, artista che ha fatto del suo grande interesse per la quotidianità un fondamento della propria esistenza e che osserva la realtà e le sue contraddizioni con grande ironia e gusto per la provocazione.
L’arte di fotografare è così collegata al concetto di memoria quale unico mezzo di sopravvivenza (o prolungamento temporale) della realtà, che spesso ad uno scatto è stato affidato il compito di immortalare non semplicemente un oggetto o una persona, ma addirittura un fatto o una situazione.

Titolo: FOTOGRAFIA E MEMORIA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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