Non fu per una mela che Adamo ed Eva condannarono l’umanità alla dannazione eterna. Nella Bibbia, infatti, il frutto del peccato non viene specificato. Secondo gli esperti l’equivoco nacque in periodo medievale per un errore di traduzione.

A proposito della cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, nella Genesi è scritto che essi disobbedirono a un obbligo di Dio cogliendo il frutto dell’albero della conoscenza (Genesi, 3: 6). Tuttavia, nel testo ebraico non è specificato di quale frutto si trattasse. Sono molti a ritenere che essendo stati trascritti numerose volte nel corso dei secoli, i versi della Bibbia sono stati certamente equivocati al momento della traduzione dal latino al volgare. Secondo autorevoli biblisti, infatti, l’identificazione dell’albero con un melo avvenne soltanto durante il Medioevo, a causa del fatto che il sostantivo neutro latino malum ha il doppio significato sia di male che di mela. E in effetti (tra le altre cose) se accogliamo il presupposto che il Giardino dell’Eden si trovasse in una regione del Medio Oriente, non possiamo non considerare che ai tempi della stesura del Vecchio Testamento il melo era una pianta assai poco comune in quell’area geografica.
Ma se il frutto proibito (espressione che a partire dal quindicesimo secolo è stata usata in senso figurato per significare il peccato e l’origine dell’eterno castigo) non era una mela, allora qual è l’albero da cui discende il decadimento dell’umanità? Per saperlo, guarda il video.
Al primo uomo e alla prima donna venne affidato il compito di popolare la terra e di prendersene cura, ma Eva cedette alle lusinghe del serpente e indusse Adamo a mangiare proprio il frutto che gli era stato vietato, condannando l’umanità alla perdita definitiva di tutti i privilegi di cui godeva al momento della creazione. In tema di alimentazione, i cattivi consiglieri esistono anche oggi: sul web, in tv e in molte riviste vengono dispensati consigli nutrizionali con grande facilità e fantasia.

Titolo: IL FRUTTO DEL PECCATO
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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