IL MISTERO DI SELINUNTE 22 03 2018

Resti di un insediamento risalente al VII secolo a.C. giacciono sotto l’antica città di Selinunte, colonia greca della Sicilia sud occidentale che deriva il suo nome da un ortaggio. La scoperta è di un gruppo di ricerca dell’Università di Camerino.

Nel 409 a.C. l’esercito cartaginese guidato da Annibale Magone, dopo soli nove giorni d’assedio, occupa la città greca di Selinunte, nel sud della Sicilia. Così, dopo essere stata saccheggiata e distrutta, per questa importante colonia greca inizia un lungo periodo di decadenza, in cui non sono mancati anche devastanti disastri naturali quali terremoti, alluvioni e frane.
Ma in tempi recenti i geologi dell’Università di Camerino hanno scoperto la presenza, negli strati più profondi del terreno, di strutture riconducibili a mura, edifici e strade. E rinvenuto un sistema di tubature e vasche costruito per portare l’acqua nelle case e tracce di importanti interventi effettuati sul territorio: deviazioni di corsi d’acqua, captazione di sorgenti, sbancamenti per finalità militari, commerciali o legate al culto di divinità. In più: vasi, statue, oggetti ornamentali e manufatti religiosi, tra cui la più antica rappresentazione mai rinvenuta della dea Ecàte, divinità femminile di origine preindoeuropea che regnava sui demoni malvagi e sulla notte.
Gli esiti scientifici ottenuti dopo un anno di ricerche effettuate con strumentazioni all’avanguardia sull’intera area di quello che, con un’estensione di circa 270 ettari, è il parco archeologico più grande d’Europa, hanno portato il gruppo di ricerca coordinato da Gilberto Pambianchi a ritenere che possa esistere nel sottosuolo una città nascosta risalente al VII secolo a.C.
Nelle viscere di Selinunte, dunque, potrebbe esserci un’altra città, una metropoli sotterranea in cui 2700 anni fa viveva una civiltà prima ancora dell’arrivo dei greci.
L’antica Selinunte deriva il suo nome da un ortaggio. Per sapere quale, guarda il video.

Titolo: IL MISTERO DI SELINUNTE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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