Piercing e tatuaggi: un fenomeno tipico delle classi popolari, ma che ha riguardato anche uno dei più grandi statisti della storia.

Alcune forme di manipolazione del corpo, come piercing e tatuaggi, sono ancora molto diffuse tra i giovani, tanto che in Italia ammontano a circa il 20% i ragazzi tra i dodici e i diciotto anni che vi ricorrono. La maggior parte degli psicologi concorda nel ritenere che siano spinti dal bisogno di sentirsi accettati e di meglio definire la propria immagine sociale. Nei casi invece in cui il ricorso a modificazioni artificiali del tessuto cutaneo diventi palesemente ossessivo, con evidenti sconfinamenti nell’autolesionismo (quando non addirittura nell’automutilazione) potrebbe trattarsi, sempre secondo gli esperti, di una reazione psicologica ai cambiamenti fisici dell’adolescenza. Ma la motivazione più potente e profonda che porta a desiderare un corpo dipinto (e forato) in modo indelebile, risiede probabilmente nel desiderio di volersi distinguere da tutti gli altri, riaffermando a livello visivo la propria unicità rispetto alla massa (anche se in questo modo, paradossalmente, si finisce per conformarsi agli altri membri del proprio gruppo di riferimento). In ogni caso, secondo gli studiosi del comportamento umano farsi tatuare è ritornare al primitivo, in quanto risponde a un bisogno primordiale: quello di comunicare.
Tra i tatuati di ogni epoca ci sono anche molti insospettabili, come un personaggio considerato uno dei più grandi statisti della storia. Per sapere di chi si tratta, guarda il video.

Titolo: IL PRIMITIVO MODERNO
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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