Nel celebre dipinto di Piero della Francesca il duca Federico da Montefeltro e la coniuge Battista Sforza sono ritratti di profilo. La scelta rimanda all’antica tradizione delle effigi su medaglia, ma in questo caso hanno influito anche ragioni estetiche.

Il Palazzo ducale di Urbino, considerato uno dei maggiori capolavori architettonici del rinascimento italiano, rivoluzionò il concetto di dimora signorile. Infatti, il Duca Federico non lo immaginò come una fortezza o un castello destinato alla difesa, ma come luogo di accoglienza e di scambio culturale. Ciò in assoluta sintonia con lo spirito rinascimentale, che recuperando la tradizione classica rimetteva l’uomo – la sua intelligenza e capacità creativa – al centro dell’universo.
Nel celebre ritratto di Piero della Francesca, il Duca Federico da Montefeltro è stato raffigurato di profilo. Stesso destino è toccato, “conseguentemente” trattandosi di un dittico, alla consorte Battista Sforza. Scelta artistica o scelta obbligata?
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Della nobildonna Battista Sforza, invece, colpiscono soprattutto la fronte altissima e l’assenza di sopracciglia. Anche se va sottolineato che a quei tempi vigeva la moda dell’attaccatura alta per scoprire il volto, tanto che spesso si ricorreva al fuoco di una candela per bruciare i capelli della zona frontale, non è da escludere che la giovane duchessa soffrisse di una rara forma di alopecia.Il Duca e la Duchessa vennero ritratti di profilo, oltre che per una scelta artistica, anche per il fatto che al Duca era stato trafitto l’occhio destro durante un torneo cavalleresco. Da allora dunque i suoi ritrattisti dovettero sempre raffigurarlo basandosi sul profilo sinistro. Pare anche che per vederci meglio si fosse fatto recidere la parte alta del naso. Ma è anche probabile che questa gli fosse stata staccata dalla lancia che gli accecò l’occhio.

Titolo: IL PROFILO DEL DUCA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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