Un dipinto, una foto e un’estrema somiglianza tra le situazioni riprodotte. Due immagini che sembrano descrivere lo stesso momento, eppure ben cinquecento anni le separano l’una dall’altra.

Tra i più importanti artisti del Rinascimento figura sicuramente Andrea Mantegna. Il suo dipinto più celebre fu il Cristo Morto. Nell’immagine brutalmente drammatica del Cristo che giace su una lastra di marmo, si coglie l’intento di rendere il martirio attraverso i contrasti cromatici e, soprattutto, un sapiente uso della prospettiva. Mantegna struttura il dipinto con fughe di linee che convergono al centro e proietta i piedi di Cristo verso lo spettatore in modo da trascinarne la visione all’interno della scena. Un’opera, quella del pittore padovano, di notevole realismo e intensità emotiva a cui somiglierà moltissimo una fotografia scattata circa cinque secoli più tardi e alla quale venne attribuito da subito un grande valore simbolico. Di quale foto si tratta, anch’essa conosciuta in tutto il mondo, vi diremo fra un istante. In effetti, il senso dello spazio, l’attenzione ai particolari e la forza dell’elemento scenografico, creano molti punti di contatto tra quella che è, e rimane, un’opera pittorica e l’immediatezza della moderna fotografia.

Titolo: IL VOLTO DELLA MORTE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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