Era chiamata “bevanda del diavolo” e venne chiesto al Papa di proibirne il consumo.

Già nell’XI secolo il filosofo e medico persiano Avicenna celebrava nei suoi scritti le proprietà terapeutiche del caffè, particolarmente indicato (a suo dire) nella cura di calcoli renali, gotta, morbillo e tosse.
Quasi otto secoli più tardi, nel 1771, re Gustavo III di Svezia per verificare scientificamente se il caffè fosse nocivo alla salute, condusse un esperimento su due gemelli condannati all’ergastolo. E quindi obbligò uno dei due a bere tre tazze di caffè al giorno per il resto della sua vita.
Cosa accadde? Per saperlo, guarda il video.
Se al tempo di re Gustavo fossero esistiti gli imballaggi alimentari, forse i due gemelli-cavia avrebbero almeno potuto leggere l’etichetta.
Intorno al 1600, le origini mussulmane della bevanda (che infatti in Europa era nota come “vino d’Arabia”) indussero il clero a chiederne la proibizione al papa, che però non ne condannò il consumo. E ciò, nonostante le pressioni dei suoi consiglieri che volevano dichiarare il caffè una bevanda del diavolo.

Titolo: LA BEVANDA DEL DIAVOLO
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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