Il grande poeta era malato di depressione e si tolse la vita con un farmaco di natura velenosa. L’ipotesi troverebbe riscontro in alcune lettere dell’ultimo periodo.

Uno dei più grandi poeti e letterati italiani di sempre scrisse: “Oggi patisco uno di quegli eccessi di malinconia mortali, che mi fanno temere di me; poiché è predestinato che io mi uccida”.
In altri scritti egli parla di “marzo funebre” o di “nera tristezza”.
Si potrebbe pensare che tali espressioni siano da attribuirsi a un genio pessimista e solitario come Leopardi, ma non è di lui che si tratta.
Se vuoi sapere di chi parliamo, guarda il video.

Titolo: LA MALATTIA IGNOBILE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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