Le spiagge italiane diminuiscono di superficie. L’azione combinata dell’innalzamento dei mari e dei movimenti tellurici sta consumando intere zone costiere. Qual è la regione più a rischio?

Le coste del Mediterraneo stanno mutando. In quelle italiane dell’Alto Adriatico, del Tirreno, della Sardegna, della Calabria e delle Isole Eolie si assiste da tempo ad una progressiva deformazione per effetto dell’innalzamento del mare che continua a crescere, provocandone l’erosione. Tuttavia le modificazioni delle coste non dipendono soltanto dal clima. L’Italia, infatti, è sì più esposta di altre zone al riscaldamento globale, ma a determinare l’arretramento dei litorali concorrono anche l’attività vulcanica (come nel caso dell’area dei Campi Flegrei) e i movimenti tellurici dovuti alle collisioni della placca euroasiatica con quella africana (collisioni provocate da uno spostamento geologico costante che avviene alla velocità di circa un centimetro all’anno). Specifici studi dimostrano che anche le correnti, le maree, il moto ondoso, le tempeste e tutti i movimenti dei sedimenti marini sottopongono a trasformazioni i territori costieri.
La diminuzione di superficie delle nostre spiagge, infine, si collega ad interventi di origine antropica che vanno dall’urbanizzazione e cementificazione (con strutture balneari e palazzi che sono stati costruiti spesso a ridosso della battigia), alla realizzazione di insediamenti industriali.
Ma qual è la regione italiana maggiormente compromessa dai fenomeni di erosione costiera? Per saperlo, guarda il video.

Titolo: LA SCOMPARSA DELLE SPIAGGE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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