MUOIA SANSONE 01 03 2018

I capelli dicono chi siamo. Il modo con cui ce ne prendiamo cura esprime il nostro carattere e comunica la nostra identità alle persone che ci circondano. A seconda dei periodi storici essi hanno simboleggiato forza, potere, fascino e bellezza.

Fin dall’antichità i capelli sono serviti per comunicare lo stato sociale e l’identità culturale degli individui. In tutte le civiltà, partendo da quelle primitive per arrivare fino a noi, essi hanno svolto un ruolo fondamentale in ogni ambito della vita. Nell’antico Egitto la capigliatura rigogliosa degli uomini stava ad indicare forza e potere. Quella delle donne fascino e bellezza. Nell’antica Roma, racconta Seneca, i giovani patrizi “passavano ore a disquisire sulla posizione di un ricciolo e amavano vedere più il disordine nello Stato che nella loro capigliatura”. Nella storia e nella mitologia sono davvero infiniti i riferimenti ai capelli in quanto espressione di energia e vigore. Probabilmente, l’esempio più noto di imponenza legata alla capigliatura è quello dell’eroe biblico Sansone, che si vide privato della sua prodigiosa forza dopo che nel sonno gli furono tagliati i capelli.
La famosa espressione Muoia Sansone con tutti i Filistei deriva dal racconto della sua terribile vendetta. Per sapere in quale circostanza venne pronunciata, guarda il video.
Per il loro profondo valore simbolico i capelli sono investiti di molte connotazioni: culturali, estetiche, religiose, ideologiche. Portare i capelli lunghi, corti, rasati, ricci, lisci o colorati attiene a una scelta (quando non è dovuta alla volontà di nascondere una patologia) attraverso la quale si possono esprimere, in modo più o meno inconscio, idee e caratteristiche personali: ad esempio i capelloni divennero il simbolo della contestazione giovanile negli anni Sessanta, mentre le teste rasate – in inglese skinhead – lo sono dei fenomeni neonazisti.
Attraverso il ricorso a tagli di capelli totali, o comunque irregolari, da parte dei monaci di varie confessioni sia in Oriente che in Occidente si afferma anche l’appartenenza religiosa, come nel caso dei bonzi che rinunciano ai capelli in segno di sacrificio e definitivo abbandono della propria identità di laico.
In un dipinto del 1600 viene scelta proprio la figura di un religioso per rappresentare la più nota delle malattie legate ai capelli. In quest’opera di difficile attribuzione, infatti, è raffigurato un vecchio ecclesiastico che presenta i segni di una evidente alopecia androgenetica maschile.

Titolo: MUOIA SANSONE
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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