TUMORI E DNA 07 06 2018

Il tumore al seno è il più frequente fra la popolazione femminile. Oggi però la sopravvivenza alla malattia continua ad aumentare grazie alla prevenzione, di cui i test genetici rappresentano l’ultima frontiera.

Con il 28 per cento di tutti i tumori che colpiscono le donne, quella al seno è la neoplasia femminile per eccellenza: la più diffusa tra le donne di tutte le età. Oggi grazie alla diagnosi precoce, frutto di una crescente cultura della prevenzione, la percentuale di sopravvivenza a un carcinoma mammario al primo stadio è di ben il 99 per cento.
Così come per le terapie, dove negli ultimi anni sono stati compiuti significativi passi in avanti – soprattutto in termini di minore invasività rispetto al passato – importanti progressi si registrano anche sul versante della prevenzione. Attraverso lo screening genetico, ad esempio, è possibile stabilire se esiste una predisposizione alla malattia dovuta all’alterazione di uno specifico gene, che la stampa internazionale ha recentemente ribattezzato col nome di “gene Jolie”. E’ stato infatti grazie al test che la nota attrice Angelina Jolie ha scoperto di essere portatrice di mutazioni nei geni oncosopressori, che hanno il compito di proteggere la cellula dall’accumulo di alterazioni potenzialmente tumorali. Infatti, in presenza di una modificazione di questi geni le probabilità di andare incontro a un tumore al seno aumentano di ben otto volte.
Ecco perché l’attrice ha deciso di sottoporsi a mastectomia (l’asportazione preventiva del seno), anche se alcuni studi hanno recentemente evidenziato che questo tipo di intervento non necessariamente ha effetti sulla speranza di sopravvivenza.
Ma perché i seni della specie umana si trovano all’altezza del torace, cioè davanti, anziché in altre parti del corpo? E perché, a differenza di altri mammiferi, le donne possiedono due mammelle soltanto? Se vuoi saperlo, guarda il video.

Titolo: TUMORI E DNA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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