Uragani, tempeste e inondazioni. Raccolti distrutti dalla siccità. Estati sempre più roventi e nuove epidemie. Sono gli effetti del riscaldamento globale, una delle principali minacce che incombono sull’umanità.

Negli ultimi due milioni e mezzo di anni i cambiamenti climatici che hanno riguardato il nostro pianeta si sono alternati tra periodi di glaciazione e periodi più caldi, ma le stime degli scienziati per i prossimi due millenni parlano di un riscaldamento della temperatura media superficiale vicino ai cinque gradi.
I primi sei mesi del 2016 sono stati i più caldi mai registrati a livello globale. E sedici dei diciassette anni del più drastico riscaldamento atmosferico appartengono al secolo in corso: il nostro. Le conseguenze di questo cambiamento sono molte: una delle più preoccupanti è che in soli centodieci anni, tra il 1900 e il 2010, il livello del mare è aumentato di quasi venti centimetri. Il primo clamoroso effetto di questo fenomeno che non trova riscontro negli ultimi seimila anni, è rappresentato dall’estinzione recente di un piccolo roditore scomparso da un’isola australiana della Grande barriera corallina a causa dell’aumento del livello del mare che ha quasi interamente distrutto il suo habitat.
Intanto, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera ha recentemente oltrepassato la soglia di 410 parti per milione. Se si considera che il limite di sicurezza è stato fissato a 350 parti per milione, si capisce la preoccupazione degli esperti, per i quali le emissioni di CO2 sono troppo alte per sperare di mantenere l’aumento delle temperature al di sotto di due gradi centigradi come previsto dall’Accordo di Parigi.
Ma che posto occupa l’Italia nella graduatoria mondiale per emissioni di anidride carbonica? Per saperlo, guarda il video.

Titolo: UNA CATASTROFE CHE E’ OPERA NOSTRA
Autore: GIUSEPPE CORRADINI
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